Dentro Il Mostro
MENTE, ANIMA, CORPO
Quando pensiamo alla psicologia ci viene spesso in mente qualcosa di moderno e non qualcosa di millenario. La verità però è che l’analisi della nostra mente, dei nostri pensieri e delle nostre azioni a radici davvero antiche.
Oggi in questo pezzo vi parlerò di due filosofi famosissimi Platone e Aristotele e cercherò di usare le loro idee per analizzare le mie vicissitudini e il mio comportamento.
Prima di questo passo però dobbiamo un po’ scoprire cosa pensavano questi due tizzi della mente, dell’animo e del corpo.
Partiamo con Platone.
Forse per molti il padre eterno della filosofia che ci diceva come la mente fosse staccata dal corpo in un livello superiore.
Nato ad Atene, Platone si appassionò sin da giovane alla poesia anche se fu subito rapito dalla filosofia. Il suo maestro, un altro grande pensatore, fu Socrate che lo spinse a cercare la verità attraverso il dialogo e la confutazione. Dopo la morte del suo maestro Platone viaggiò molto dall’Egitto fino al sud Italia. Qui in Italia si fermò a Siracusa dove tentò di mettere in atto le sue idea filosofiche e politiche ma ebbe uno scarso successo.
Tornò ad Atene e fondò l’ACCADEMIA una scuola che rimase in piedi per quasi un millennio e fu, a tutti gli effetti, la prima grande scuola di pensiero dell’occidente. La sua influenza, il suo pensiero e la sua filosofia hanno influenzato tantissimo anche le epoche successive alla sua, dal rinascimento fino alle epoche moderne.
Ma vediamo un po’ più chiaramente e in maniera semplice cosa pensava e diceva quest’uomo.
Per Platone il mondo reale era imperfetto e mutevole mentre le idee, o forme, vivevano in un mondo perfetto immutabile raggiungibile solo tramite la ragione.
Secondo Platone noi, o meglio la nostra anima, prima di nascere conosce già queste verità immutabili ed eterne che vanno svanendo al momento della nascita. Quindi quando impariamo qualcosa per questo signorino qui non stiamo facendo altro che che ricordare ciò che avevamo dimenticato. Questa è la famosa teoria della ANAMNESI.
Il discorso qui ora mi fa un po’ ricordare un mio vecchio collega di lavoro che, a suo dire, le macchie che abbiamo sul corpo non sono altro che i segni di come siamo morti nella nostra vita precedente e, sempre secondo lui, sognando nella maniera giusta possiamo ricordarci chi eravamo. Lui spesso mi faceva il classico esempio di quando ti trovi in una situazione specifica e hai la sensazione di averla già vissuta. A quanti di voi non è mai capitata questa sensazione? A me sinceramente molte volte soprattutto quando ero piccolo. Forse la mia anima in quel momento stava contemplando questo fantomatico mondo eterno e immutevole di cui parla Platone o forse tutto ciò non centra niente ed erano solo casi di déjà-vu che spiegherò più avanti quando sarà il momento.
Ma torniamo al nostro caro Platone.
Come posso applicare le sue opere ai miei trascorsi? Questa domanda mi ha attraversato la mente molto spesso leggendolo e ora dopo un poco di riflessione vi posso dare una risposta semplice ma forse abbastanza efficace.
Platone affermerebbe che i miei déjà-vu non sono nient’altro che i ricordi della mia anima prima di nascere, di farsi carne. Se dovessi poi seguire il suo ragionamento anche sull’amore il caro Platone mi direbbe che dopo una relazione finita bene o male si accede ad un scalino più alto nella scala dell’amore e ora, dopo che la mia relazione è finita, faccio fatica perché sono proprio uno scalino più avanti e questo non è ancora abituale per me. In fine se dovessi passare a rassegna tutti gli eventi distruttivi, malati e oscuri della mia vita io vedrei solo caos ma qui il nostro grande filosofo mi direbbe “vecchio mio questo non è caos, è ordine prestabilito che ancora non comprendi!”
Ora, io ve l’ho fatta molto breve e semplice in modo che tutti capiscano ma ce ne sarebbero di cose da dire al riguardo! Sinceramente mi sarebbe piaciuto fare due chiacchere con quest’uomo. Chissà forse le nostre anime si sono già incontrate in un’altra vita!
Il nostro secondo personaggione di oggi è Aristotele.
Nato in Macedonia a 17 anni si trasferisce ad Atene dove cominciò i suoi studi nell’accademia di Platone. Entrò così in contatto con le idee ed il pensiero del suo maestro. Anche lui, come Platone, dopo la morte del suo maestro viaggiò molto soprattutto in Asia per poi, nel 335 a.c. tornare ad Atene e fondare IL LICEO una scuola diversa da quella del suo mentore. Qui si studiavano le scienze, la natura, la politica e la filosofia. Le sue idee, i suoi scritti e la sua filosofia influenzarono molto l’epoca medioevale e, ancora oggi, viene studiato.
Aristotele, pur essendo stato per venti anni allievo nella scuola si Platone sin da subito prese una via diversa da quella del suo maestro. Per lui infatti la mente appena nata era una lavagna nera e vuota che andava riempita con esperienze verte a creare il ragionamento e il comportamento.
Per lui il mondo eterno delle idee immutabili non esisteva e la mente era parte integrante del corpo e l’anima non è nient’altro che la FORMA del corpo cioè il principio che lo fa funzionare.
Aristotele credeva che tutto derivasse dalle nostre esperienze e, al contrario di Platone, che i sensi fossero fondamentali per dare forma e corpo a queste esperienze.
Per farvi capire meglio se io vedo un cane la mia mente viene stimolata visivamente, se lo sento abbaiare viene stimolata a livello uditivo ecco che così la nostra esperienza tramite i sensi aiuta la mente a creare l’idea del cane e a dargli forma.
Non so se mi sono spiegato bene ahaha!!
Io sinceramente se dovessi parlare per me stesso mi troverei in difficoltà nella scelta di chi ascoltare perché mi trovo d’accordo con Platone che dice che solo tramite la ragione la nostra mente può raggiungere un livello superiore ma al tempo stesso concordo con Aristotele che ci dice che i nostri sensi sono fondamentali per la crescita della mente e delle sue idee.
Vi faccio un esempio in stile Marigo ahah!! Quando mi fumavo le canne la mia mente viaggiava davvero in un’altra dimensione e riuscivo a fare ragionamenti davvero complessi e profondi, riuscivo a staccare la mente dal corpo e a rendermi conto che ciò che mi stava succedendo di brutto aveva un significato e un senso oltre che ad una soluzione anche se, come direbbe Platone quella sarebbe una mera illusione. La luce della ragione la si raggiunge da sobri!
Le mie esperienze personali però mi portano a seguire maggiormente le idee di Aristotele perché hanno plasmato il mio carattere e comportamento. Per farvi un esempio ora, dopo una relazione di quasi 10 anni finita malissimo, la mia idea di amore, di relazione di coppia, di famiglia è diversa è mutata non è rimasta uguale perché innata anzi mi ha fatto scoprire lati di me che non conoscevo e mi ha lasciato un ricordo amaro che ora un poco mi limita con altre ragazze.
Con questo non voglio
sminuire il discorso di prima della scala dell’amore, dico solo che certe volte la ragione non basta e la luce non si trova solo con la consapevolezza bisogna andare al buio per vederla con chiarezza, e si mi sono un po’ ingarbugliato con i miei pensieri e quelli di questi due! Pazienza!
Analizzando un’altra persona della mia vita, mio padre, mi viene spesso da chiedermi lui da che parte stava? Forse lui, un po’ come me, è stato plasmato delle sue brutte esperienze e ha deciso di abbandonare la famiglia e di riscoprirsi in altri luoghi con altre persone. Non credo abbia usato la ragione come vuole Platone ma credo sia stato un po’ vittima degli eventi. In più lui, eterno Peter Pan, era all’estremismo della corrente di pensiero di Epicuro che affronteremo più avanti sennò vi do già troppi dettagli e che gusto ci sarebbe?
Riassumendo velocemente Platone credeva che solo tramite la ragione la mente umana potesse risvegliarsi, ricordarsi chi era mentre per il suo allievo, Aristotele, la mente non era nient’altro che uno spazio vuoto da riempire possibilmente con cose genuine!
Chi aveva ragione secondo voi?
Io vi do la mia versione da persona che per la prima volta si affaccia a questo incredibile e complesso mondo che è la nostra mente e credo che la verità stia nel mezzo di queste due linee di pensiero come in quasi tutte le cose.
Una medaglia ha sempre due facce come la mente ha due emisferi.
In conclusione voglio dirvi una cosa, delle volte bisogna fermarsi e ragionare come vuole Platone ma, certe volte dobbiamo fidarci delle nostre sensazioni come vuole Aristotele perché sia la ragione che il proprio istinto sono cose che non vanno sottovalutate ma ascoltate e sentite.

Bravo!!!! What a perfectly balanced lesson in philosophical theory with your super insightful analysis to yourself and our modern day world!!! Love this so much !!!!!